Tempio baha’i in homepage Qatar Airways

6 Luglio, 2009 by admin

I templi Baha’i, in quanto luoghi di preghiera e meditazione, sono gli edifici religiosi che di più si avvicinano alla funzione svolta da una chiesa, un tempio o una moschea. Eppure sono qualcosa di più. Come previsto da Baha’u'llah, i templi locali saranno un giorno il fulcro della vita spirituale di una comunità e una espressione dei suoi principi umanitari.

L’ultimo tempio ad oggi è stato completato nel 1986 a Nuova Delhi, in India. La sua ardita struttura, più volte premiata per l’architettura, è stata descritta ed illustrata in centinaia di riviste e giornali.

Il suo disegno, ispirato al fiore di loto, è composto da 27 “petali” di marmo, ognuno separato dall’altro, raggruppati tre a tre per formare nove lati. Nove porte si aprono su una sala centrale della capienza di 2500 persone. Alto poco più di quaranta metri con la sua superficie luminosa sembra, in certi momenti, levitare sopra il terreno di dieci ettari sito alla periferia della capitale indiana.

icona-qatar-airwaysIn pochi anni il tempio di Nuova Delhi è divenuto una delle maggiori attrazioni del mondo e annualmente registra più di due milioni e mezzo di visitatori. Molto spesso appare la fotografia del tempio baha’i i cataloghi di tour operator e ora anche in quello delle compagnie aeree: l’immagine sottostante è utilizzata nella homepage di Qatar Airways.

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Tale è il rispetto che i popoli dell’India nutrono per esso che durante le festività induiste, al di là della religione di appartenenza, vi si recano anche centomila visitatori al giorno.

Verona in difesa della Comunità Baha’i

6 Luglio, 2009 by admin

comune VeronaPresentato questa mattina dal presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini l’ordine del giorno contro la “violazione dei diritti umani in Iran e la persecuzione della Comunità Bahà’ì”, approvato ieri sera ad unanimità dal Consiglio Comune.

Presenti i rappresentanti della comunità Bahà’ì di Verona Ivan Dall’O, Hakim Dall’O e Vahideh Zeighamnia ed i consiglieri comunali del Gruppo Misto Marco Giorlo e della Lista Tosi Francesco Saverio Spangaro.

Il documento, sottoscritto da tutti i capigruppo consiliari, invita “gli organismi competenti locali, nazionali ed europei ad esprimere solidarietà nei confronti delle minoranze come la comunità dei Bahà’ì, dei prigionieri trattenuti per reati di opinione e di tutte le persone che vedono calpestati i loro diritti e la loro dignità” e “il Parlamento italiano a costituire un gruppo di osservazione italo-iraniano per il monitoraggio e l’elaborazione di proposte per la promozione del rispetto dei diritti umani e della libertà femminile in Iran”.

icona-telenuovoLa notizia è stata riportata anche da Telenuovo nel TG del 12 giugno 2009: “Il Consiglio comunale di Verona – ha spiegato Fratta Pasini – si unisce a quelli di altre città d’Italia contro le persecuzioni alla comunità Bahà’i in Iran, i numerosi arresti e irruzioni contro la minoranza religiosa, l’impossibilità per gli studenti Bahà’i di portare avanti gli studi superiori, i licenziamenti, la confisca delle abitazioni e delle attività commerciali, gli attacchi e le profanazioni dei cimiteri della comunità in diverse località dell’Iran”.

For Bahais, a Crackdown Is Old News (The New York Times)

6 Luglio, 2009 by admin

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Negli ultimi mesi la stampa internazionale riporta senza interruzioni gli avvenimenti e le angherie che i baha’i sopportano in Iran. Per questo motivo indico un unico articolo esemplare apparso sul New York Times dal titolo “For Bahais, a Crackdown Is Old News” a firma di Samuel G. Freedman.

Considerazioni di un baha’i su Dio, l’anima, il bene e il male,

6 Luglio, 2009 by admin

La Fede bahá’í è una religione fondata nella metà del secolo scorso da Mírzá Husayn ‘Alí di Núr (1817-1892) detto Bahá’u’lláh (Gloria di Dio). I suoi temi centrali sono l’unità di Dio, l’unità delle religioni e l’unità del genere umano. Il suo impegno è quello di far progredire la civiltà fino all’instaurazione di un regno di giustizia e di pace mediante la purificazione del comportamento umano e un radicale cambiamento della politica nazionale e internazionale. Questo cambiamento richiede l’applicazione di principi e qualità spirituali e morali, come giustizia, rettitudine, fidatezza, libertà da pregiudizi, fiducia nell’unità del genere umano, amicizia fra gli uomini, in tutte le relazioni interpersonali, politiche e sociali.

Julio Savi, ginecologo, esercita la libera professione in provincia di Bologna. Si occupa di studi religiosi, spiritualità, sviluppo spirituale e aspetti teologici, mistici e filosofici delle scritture bahá’í e su questi temi ha dato conferenze in Europa, Nord America, Africa e Asia. È membro della facoltà dell’Università internazionale di Landegg (Svizzera). Fa parte di un team che tiene un corso di Economia per un nuovo ordine mondiale presso l’Università di Bari. Fra le sue opere vi sono Bahíyyih Khánum, Ancella di Bahá (Roma 1983), Nell’universo sulle tracce di Dio. Un’introduzione alla filosofia divina di ‘Abdu’l-Bahá (Recco 1988), pubblicato anche in inglese con il titolo The Eternal Quest for God. An introduction to the divine philosophy of ‘Abdu’l-Bahá (Oxford 1989), Per un solo Dio. Appunti di filosofia della religione (Roma 2000), Lontananza. Poesie (Roma 2001), pubblicata nel 2002 anche nella versione inglese, Remoteness. Selected Poems, e numerosi articoli su varie riviste internazionali, come World Order (Wilmette, Illinois) e The Journal of Bahá’í Studies (Ottawa, Canada).

In queste considerazioni su Dio, l’autore analizza diversi temi di attualità e raramente trattati con tale chiarezza e semplicità. Ecco gli argomenti trattati da Julio Savi:

  • Concetto di Dio, 
  • Concetto di anima, origine dell’anima, relazione fra anima, mente e corpo,
  • Cos’è il bene e cos’è il male,
  • Concezione della morte e dell’aldilà,
  • La morte, 
  • L’aldilà, ossia i mondi dello Spirito,
  • Giudizio universale,
  • La reincarnazione e i baha’i,
  • Relazione fra la religione bahá’í, l’Islam e il sufismo

Il documento integrale di Julio Savi è disponibile per il download qui.

 

Spini:la mia sarà una Firenze della tolleranza

17 Maggio, 2009 by admin
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 “Firenze è una città che dialoga sia dal punto di vista ecumenico che da quello religioso. Si potrebbe risalire al Concilio del 1439 ma più recentemente si può citare l’instancabile operato per la pace ed il dialogo del sindaco di Firenze Giorgio La Pira”. Lo ha detto l’onorevole Valdo Spini, candidato a sindaco di Firenze, intervenendo oggi al dibattito ““La vocazione di Firenze al dialogo interreligioso” organizzato dalla lista “Spini per Firenze”, allo Spazio Incontri.

Spini ha richiamato la sua lunga azione parlamentare per l’attuazione della Costituzione, sia per la realizzazione delle Intese a norma dell’ art. 8 della carta costituzionale, sia per l’approvazione della legge sulla libertà religiosa, a norma dell’ articolo 19 e segg., in modo da affermare anche in Italia il pluralismo religioso.
La mia Firenze sarà una Firenze del dialogo e della tolleranza, che saprà raccogliere il contributo che al Concilio Vaticano II venne proprio dalla Comunità ecclesiale cattolica fiorentina. La vicenda di Barack Obama, coerente cristiano evangelico, ci dimostra che in politica si può essere laici e al tempo stesso coerenti cristiani. Proprio gli Usa dimostrano come il fattore religioso possa essere importante in politica ma come al tempo stesso le istituzioni e le forze politiche possano rimanere rigorosamente laiche.
Da parte sua il prof. Domenico Maselli, presidente della Federazione Chiese Evangeliche, ha ripercorso il contributo da Firenze alla storia della cultura e dell’approfondimento religioso fino ai tempi di La Pira: “Non è possibile – ha detto – che questa città dimentichi questa tradizione e io credo che se Valdo Spini fosse Sindaco ne sarebbe erede e continuatore”. Oltre a Spini e a Maselli, sono intervenuti ai lavori, moderati da Stefano Gagliano, Josef Levi, rabbino capo della comunità ebraica di Firenze; Izzedin Elzir, imam della comunità musulmana di Firenze; Alfredo Jacopozzi, prof. alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale; Riccardo Ceccherini, rappresentante toscano della comunità Bahà’i.

Sinfonia di Preghiere di Pace

16 Maggio, 2009 by admin

logo-associazione-bahai-promozione-sociale-gianni-ballerioUn grande evento interreligioso in cui si è scelto di usare la forza della preghiera per spargere sul pianeta semi di pace e armonia, ad Assisi il 17 maggio 2009. Dal 2007 questo evento del Fuji è diventato un network internazionale, organizzato in svariati luoghi del pianeta, con lo scopo di portare la Terra e tutte le creature all’Unità attraverso l’energia delle preghiere unite per la pace.

La Sinfonia di Preghiere di Pace (Symphony of Peace Prayers) nasce nel 2005 in Giappone al Santuario di Fuji sede del associazione di Pace Byakko Shinko Kay , situato ai piedi del monte Fuji, dove per la prima volta diverse religioni si sono incontrate a pregare per la pace. È nato così un grande evento interreligioso in cui si è scelto di usare la forza della preghiera per spargere sul pianeta semi di pace e armonia.

Dal 2007 questo evento del Fuji è diventato un network internazionale, organizzato in svariati luoghi del pianeta, con lo scopo di portare la Terra e tutte le creature all’Unità attraverso l’energia delle preghiere unite per la pace.

Quest’anno la data prevista per la cerimonia è Domenica 17 maggio 2009, in contemporanea con il Global Meditation Peace Day.

In Italia, l’evento si svolgerà al centro di yoga e meditazione Ananda, nei pressi di Assisi.

Tutti sono invitati a unire i propri cuori in questo coro di preghiere e ad espandere la propria coscienza in uno stato di unità con l’universo e tutti gli esseri viventi. Ingresso libero.

Mostra di Mark Tobey a Milano

10 Maggio, 2009 by admin

icona-galleria-blu-milanoA tutti coloro che amano l’arte vorrei segnalare l’inaugurazione della mostra “La scrittura” presso la Galleria Blu dell’artista baha’i Mark Tobey a trentatre anni dal suo trapasso.

Mark Tobey è nato in America nel 1890 ed è trapassato a Basilea nel 1976 portando con se grandi successi internazionali e forte appezzamento europeo. Si può ricordare il primo premio alla Biennale di Venezia, primo artista non francese ad esporre più di 300 opere al Louvre e la più grande esposizione delle sue opere, dopo il suo trapasso, a Washington.

Tra il 1920 e il 1940 compie viaggi in medio oriente e incontra la fede Baha’i, che lo accompagnerà fin o alla fine della sua vita terrena.

‘Thanksgiving Leaf’ by Mark Tobey, 1971

E’ molto interessante ciò che il grande critico d’arte Philippe Daverio dice di lui nell’antologia dedicata all’artista. “Decisivo per la sua opera è il momento in cui Tobey si accosta alla fede Baha’i, dedicandosi ad uno studio approfondito di questa religione che lo accompagnerà per tutta la vita: attraverso queste credenze inizia a dedicarsi alla rappresentazione dello spirituale nell’arte. La fede Baha’i esercita un forte impatto e infatti fu una vera biforcazione spirituale cruciale nella vita e nell’opera di Mark Tobey – come ha anche scritto William Seitz nel testo in catalogo della mostra d’arte moderna di New York. La fede di Tobey traspare nella qualità della densità e luminosità delle sue tele, come ha dichiarato M.Ottonbrite i suoi dipinti sono molto umani.

La fede Baha’i e le credenze sull’unità nella diversità di tutti i popoli ,di tutte le religioni, ha certramente indotto Tobey a sperimentare forme e stili diversi,l’arte e gli oggetti artigianali del mondo orientale lo catturano e proprio durante i suoi viaggi in Oriente comincia a studiare la calligrafia e la pittura a pennello praticata soprattutto in Cina. E’ da qui che nasce il suo futuro stile LA SCRITTURA BIANCA.”

I cataloghi della mostra sono editi da Shin Factory

Si ringrazia per il testo Maria Grazia Robiati

il Papa in visita ai Baha’i in Haifa?

9 Maggio, 2009 by admin

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La libertà religiosa: i cristiani di Israele sono oggi 150mila, mentre nel ’48 erano 34mila. Una crescita di più del 250 per cento. Israele è l’unico Paese in cui i cristiani abbiano goduto di una crescita demografica, l’unico in cui i luoghi di culto siano liberi senza limiti, come non lo erano durante la dominazione giordana.

Certamente i cristiani hanno, come tutte le minoranze, le loro rivendicazioni, anche se, a quel che so, il regime di tassazione e le opere di restauro godono di una legislazione collaborativa. Comunque, se il Papa pensa non sia diplomatico esprimere apprezzamento diretto per la libertà religiosa in Israele, sarebbe bello che invece visitasse il centro Bahai di Haifa (l’idea è dello studioso di Islam Denis Maceoin che l’ha scritto sul Catholic Herald), alcune leggiadre costruzioni nel mezzo di un grande parco fiorito.

L’articolo intitolato “Consigli Il momento è pessimo ma è un’occasione da non perdere” apparso su il Giornale del 9 maggio 2009 termina con questo paragrafo:

I Bahai, perseguitati, uccisi, imprigionati ovunque ma specie in Iran, hanno trovato rifugio e aiuto in Israele. Sarebbe magnifico che il Papa visitandoli proclamasse il suo orrore per qualsiasi tipo di persecuzione o discriminazione religiosa. Sarebbe un messaggio oggi fondamentale per il mondo intero. Farebbe di questa visita una pietra miliare.

Una residente di Nunavut riceve encomio per un progetto artistico per giovani

7 Maggio, 2009 by admin

Nunavut-02Beth McKenty, si trasferì nel 1999 a vivere a Iqualuit, nell’Isola di Baffin, un area scarsamente popolata nel nord del Canada, per adempiere ad una promessa che aveva fatto a se stessa 45 anni fa, di dedicare parte della sua vita a tentare di ridurre il suicidio dei giovani. Entro due settimane dal suo arrivo aveva dato vita ad un progetto per aiutare i bambini a costruire una auto stima, esplorando la loro creatività. L’iniziativa che prende il nome di ArticYouth Art, ha coinvolto centinaia di bambini.

Gli sforzi della McKenty sono stati riconosciuti questo mese quando e’ stata scelta assieme a 75 persone di tutto il Canada come beneficiaria del premio “Caring Canadian Awards” per l’anno 2009. Questo premio è stato fondato nel 1996 dal Governatore Generale del Canada e viene consegnato a persone e gruppi, il cui contributo di volontariato, durato molti anni e non retribuito, ha fornito uno straordinario aiuto o cure a persone della loro comunità.

 E’ stato un lungo e spesso sorprendente viaggio, quello percorso dalla McKenty da Snowflake, Manitoba suo luogo nascita a Iquluit, che ha una popolazione di 7200 persone ed e’ capitale del territorio di Nunavut. Ha speso alcuni decenni nel Wisconsin dove ha lavorato come giornalista indipendente, crescendo una famiglia. Ha vissuto anche in Giappone, Cina, Russia ed ha insegnato nell’istituto di educazione superiore a Tsaile nell’Arizona, Stati Uniti.

La Sig.ra McKenty ha detto: “Ero una di sei figli e sono cresciuta in un’azienda agricola. Mio padre aveva la stoffa dei pionieri ed un veterano che ha servito a Vimi Ridge. Mia madre era un’infermiera immigrante dall’Islanda. Siamo cresciuti in una casa con una apertura mentale verso il mondo intero.” Ha poi aggiunto: “Nel 1954, un fratello più giovane si è tolto la vita. Un modo che ho usato per superare quel trauma, fu quello di fare a me stessa una promessa, che qualche giorno avrei fatto qualcosa per cercare di ridurre i suicidi dei giovani.”

Fu il giorno del funerale di suo fratello che senti parlare per la prima volta della Fede Baha’i. Quando apprese del principio di Baha’u’llah sulla unificazione del genere umano, sentì che esso corrispondeva ai valori con cui era cresciuta. Ne e’ seguita una vita di attività Baha’i.

Ha poi precisato: “Ero molto impegnata e gli anni passavano, ma i miei piani contenevano sempre la promessa fatta a mio fratello. Nel 1999 successero due cose simultaneamente. Lessi che la rata di suicidi nella nuova località di Nunavut era ben sette volte la media canadese e nello stesso periodo partecipai alla Convenzione Nazionale a Montreal dove appresi che vi erano delle opportunità di servizio nell’Artico. Ecco che era arrivata la mia occasione.” Entro il mese di ottobre si era trasferita nella Casa Baha’i a Iqualuit, che si trova nella Tundra Artica non molto lontano dal Circolo Artico. Venni con uno scopo. “Venni con uno scopo, ma non avevo un metodo. Io avevo lavorato nel studio artistico per due anni e così portai le mie pitture a Iqualuit. Dopo due settimane che ero arrivata, sentii degli strani rumori e scoprii che due giovani stavano cerando di tirare delle pietre per scavalcare la casa senza riuscirvi.

Aprii la porta e chiesi loro se volevano entrare per una tazza di cioccolata calda.” Siccome stavo dipingendo, chiesi loro se desideravano pitturare a loro volta. Spiegai loro che i colori rosso, giallo e blu si potevano miscelare per ottenere qualsiasi altro colore eccetto il bianco. Erano timidi ma accettarono. Rimasi colpita di come potevano pitturare. Il loro lavoro era cosi’ nordico. La grande eredità degli Inuit era evidente in questi bambini. Ritornarono più tardi portando con se uno o due amici. Così cominciò il mio progetto. “Io non ho mai in realtà addestrato questi giovani. Li ho semplicemente aiutati fornendo loro dello spazio e del buon materiale.

Oltre a pitturare, i giovani si divertivano giocando con premi, pranzi ed occasionalmente feste di compleanno multiple.” Sebbene il progetto fosse localizzato a “Baha’i House, (Casa Baha’i)”, esso era ben distinto dalle riunioni baha’i e veniva fornito come servizio alla comunità. Piano piano si consolido’ un procedimento speciale con il momento dei saluti di benvenuto, seguito dalla preparazione delle tavolozze, pennelli, carta e pittura per ciascun bambino. La Si.ra. McKenty ricorda: “Imparai che era importante dare a ciascun giovane la stessa quantità di materiale, mentre essi osservavano attentamente il loro confezionamento.

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Chiedevo loro sei o sette minuti di silenzio all’inizio di ogni sessione di pittura. Scoprii che parlare disturbava il momento creativo. Spesso, il silenzio continuava per tutto il tempo in cui i giovani artisti erano assorbiti in ciò che stavano creando.” Le sessioni del sabato mattina Gradualmente, venivano sempre più giovani che portavano i loro amici. Ora, durante le sessioni del sabato mattina, partecipano mediamente una ventina di partecipanti da 4 a 14 anni di età. “Oltre alle arti, il progetto produce molti altri benefici.

E’ importante che i bambini facciano amicizia. Un bambino poco popolare con gli altri può produrre qualcosa di inusuale e molto bello. Ciò cambia l’attitudine degli altri nei suoi confronti e la sensazione del bambino di ciò che e’ di valore.” “Non posso dire con certezza che quando diverranno adulti non si tolgieranno la vita, ma so con certezza che vi è una minore probabilità che ciò avvenga se essi sono orgogliosi del loro lavoro, danno e ricevono premi ed imparano qualcosa di più sulle relazioni umane.” “L’esperienza mi dice che ogni essere umano é un artista. Quando riconosciamo ciò, ci aiuta ad informarci sulla nostra stessa anima.”

L’iniziativa Artic Youth Art, si è costantemente allargata comprendendo visite nelle scuole. Con il sostegno di altre persone ed organizzazioni, vengono tenuti laboratori in altri otto distretti a Nunavut fra cui Risolute e Grise Fiord più al Nord. I lavori dei partecipanti sono stati esposti nella sede dell’Assemblea Legislativa, nel museo Sanukkataangit di Iqualuit Nunatta, nel museo di Glenbow a Calgary e nella galleria Marion Scott Inuit Art di Vancouver.

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Quest’estate, a due giovani particolarmente dotati, è stato dato da parte della Ottawa School of Art, un corso individuale di due settimane con visita a gallerie e musei, quale riconoscimento degli otto anni nei quali hanno partecipato con regolarità ai workshop. La Sig.ra Mckenty ha poi detto: “Come Baha’i, la vita è particolarmente intensa. Ho imparato a vedere ogni essere umano letteralmente come una famiglia. La mia speranza è questo diventi parte di ciò che i bambini qui provano, che siamo veramente uniti in ciò che stiamo facendo, che io non sono un’insegnante proveniente da un luogo diverso, ma semplicemente un’amica.” “E’ stato per me incredibile, ritornare due anni fa dal funerale di mio figlio Jack a Los Angeles, rispondere al campanello ed aprire la porta per trovare un gigantesco cestino di orchidee e gigli contenente la nota “…i tuoi amici, gli autisti di taxi di Iqualuit.”

Sebbene il progetto sia mirato ai giovani, esso ha apparentemente raggiunto altri cuori ed il mio stesso cuore continua ad essere educato da questo tremendo privilegio di vivere e lavorare a Iqualuit.”

L’articolo è disponibile nella versione originale con immagini ad alta risoluzione.

Casa Editrice Baha’i alla Fiera del Libro di Torino

3 Maggio, 2009 by admin

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Presentazione dei libri La Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione di Julio Savi e Il contributo bahá’í al miglioramento del mondo – Proposte degli editori

Presentazione libro

18.05.2009 16.00 h

Spazio Autori B

a cura di Bahá’í

Con l’autore interviene Guido Morisco

Introduce: Fatollah Sabet