Archive for the ‘Dicono di noi’ Category

Situazione dei diritti umani dei bahai in Iran nell’agenda del Parlamento Europeo

25 ottobre, 2009

Il Parlamento Europeo ha messo la situazione dei diritti umani in Iran nell’agenda della sua ultima sessione plenaria, che ha avuto luogo a Strasburgo dal 19 al 22 ottobre u.s.

Il tema è stato esaminato il 22 ottobre assieme ad altri problemi di infrazioni dei diritti umani, della democrazia e della Legge riguardanti la Guinea e lo Sri Lanka. La risoluzione, adottata a maggioranza di voti nella sessione plenaria, menziona i bahá’í specificamente in due paragrafi.

Nel preambolo osserva che «sette dirigenti della fede baha’i continuano a essere detenuti, trattenuti soltanto a causa delle loro convinzioni religiose». Nei paragrafi operativi, che esprimono una specifica preoccupazione e un invito all’azione, il Parlamento Europeo «rinnova il proprio appello alle autorità iraniane ad attenersi agli obblighi del governo di rispettare le minoranze religiose e a liberare subito i dirigenti baha’i Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rasaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm».

Nel sito del Parlamento Europeo è disponibile il testo provvisorio della risoluzione.

A San Leo simposio spirituale con esponenti del libero pensiero

20 agosto, 2009

icona-il-resto-del-carlinoDurante l’evento, che si concluderà con lo spettacolare incendio della fortezza, s’incontreranno tradizione e nuovi sentieri, anche attraverso un grande simposio spirituale con i massimi esponenti del libero pensiero.

Nella giornata di Domenica 23 agosto 2009, incentrata sulla spiritualità, per la prima volta viene ospitato un Simposio dal titolo ‘Questioni di Spirito: le ragioni di uniniziazione’. Si tratta di un incontro e non confronto, con quattro diverse tavole rotonde nel corso della giornata alle quali siederanno esperti di religione, filosofie, istituzioni laiche, esponenti del libero pensiero nel nome del rispetto nella diversit.

Il tavolo che inaugura la giornata alle 10 dove tutte le religioni sono invitate, accoglie esponenti religiosi in rappresentanza di Cristianesimo, Buddhismo, Hinduismo, Sufismo, Bahai, Islam, Ebraismo. Negli incontri del pomeriggio siederanno le associazioni e istituzioni laiche, selezionate fra le più autorevoli in Italia (alle 15), i liberi pensatori che si sono distinti nel tema della ricerca spirituale (alle 17), per concludere alle 19 con l’incontro fa i rappresentanti dello spiritual web e social network di settore, che rappresentano un vero microcosmo e un sicuro riferimento e ritrovo per gli interessati.

Intervista radio: la situazione dei baha’i in Iran

19 agosto, 2009

logo-eco-radioL’intervista di Monica Mastroianni, giornalista di Ecoradio, una radio romana nata nel 2004 «con il fine di realizzare un network dedicato ai valori universali dell’ambiente, della pace, della qualità del vivere, dei diritti umani e civili interconnessi a quelli di tutti gli esseri viventi».

Sarà trasmessa sabato 22 agosto 2009 alle ore 19-20 e replicata domenica 23 agosto alla stesa ora e sara disponibile on-line.

L’intervista, che fa parte di un programma dedicato ad Amnesty International, intende chiarire la situazione dei bahá’í in Persia in questi giorni e in particolare la vicenda dei sette Amici in Iran.

Quotidianamente Ecoradio diffonde programmi radiofonici d’impegno, cultura, informazione ed intrattenimento, stimolando analisi e consapevolezza delle crescenti minacce che gravano sul Pianeta Terra ma anche delle straordinarie opportunità che l’uomo può guadagnarsi scegliendo modelli di produzione e consumo eco-sostenibili, in altri termini adottando uno stile di vita etico

IRAN: SETTE BAHAI A PROCESSO PER SPIONAGGIO PER ISRAELE

17 agosto, 2009

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FocusOnIsrael.org è un sito di controinformazione indipendente, per monitorare i media italiani promuovendo i pochi contenuti validi che parlano in modo obiettivo di Israele e degli ebrei.

(ANSA-AFP) – TEHERAN, 15 AGO – Sette membri della minoranza Bahai – una setta religiosa minoritaria dell’Islam – compariranno martedì davanti a un Tribunale rivoluzionario in Iran, dove saranno processati per l’accusa di spionaggio a favore di Israele e di oltraggio alla religione. Lo dice l’agenzia ufficiale iraniana Irna. L’agenzia aggiunge che i sette sono anche accusati di “propaganda contro la Repubblica islamica”.

I Bahai sono una setta religiosa nata nel 1863 il cui fondatore, Hussein Ali, si riteneva discendente da una genia di profeti che comprendeva Abramo, Mosé, Buddha, Gesù e Maometto. Hussein Ali, detto Baha Ullah (Splendore di Dio), fu propugnatore di una religione piuttosto tollerante e pacifista,che riconosce i diritti delle donne e rifiuta la poligamia. Imusulmani li considerano un germoglio eretico sulla pianta dell’Islam. (ANSA).

Iran: sette Bahai a processo per spionaggio per Israele

16 agosto, 2009

icona-unione-sardaSette membri della minoranza Bahai – una setta religiosa minoritaria dell’Islam – compariranno martedì davanti a un Tribunale rivoluzionario in Iran, dove saranno processati per l’accusa di spionaggio a favore di Israele e di oltraggio alla religione. Lo dice l’agenzia ufficiale iraniana Irna. L’agenzia aggiunge che i sette sono anche accusati di “propaganda contro la Repubblica islamica”. I Bahai sono una setta religiosa nata nel 1863 il cui fondatore, Hussein Ali, si riteneva discendente da una genia di profeti che comprendeva Abramo, Mosè, Buddha, Gesù e Maometto. Hussein Ali, detto Baha Ullah (Splendore di Dio), fu propugnatore di una religione piuttosto tollerante e pacifista, che riconosce i diritti delle donne e rifiuta la poligamia. I musulmani li considerano un germoglio eretico sulla pianta dell’Islam.

Iran: processo ad altri manifestanti

16 agosto, 2009

comunicato ANSA(ANSA) – TEHERAN, 15 AGO – Al via domani in Iran un nuovo processo a 25 persone che hanno manifestato contro la rielezione di Ahmadinejad. Lo dice l’agenzia Isna. Martedi’ prossimo invece 7 membri della minoranza Bahai – una setta islamica minoritaria – saranno processati davanti a un Tribunale rivoluzionario per l’accusa di spionaggio a favore di Israele e di oltraggio alla religione. I sette sono anche accusati di ”propaganda contro la Repubblica islamica”.

La notizia ANSA è datata 15 agosto 2009 ore 15:54

Sentinel Project denuncia la minaccia di un genocidio dei baha’i in Iran

18 luglio, 2009

the-sentinel-projectIl processo dei sette dirigenti bahá’í in Iran arrestati oltre un anno fa, trattenuti in prigione senza alcuna accusa formale e senza la possibilità di accedere ai loro consulenti legali, previsto per il 12 luglio u.s. è stato rinviato e nessuna data è stata ancora fissata.

La minaccia sulla comunità bahá’í iraniana è però sempre incombente. Sentinel Project denuncia la possibilità di un genocidio. Sentinel Project, un movimento internazionale fondato allo scopo di denunciare e combattere i crimini contro l’umanità, ha di recente messo in guardia contro la possibilità che i bahá’í in Iran siano in un prossimo futuro oggetto di genocidio. Uno dei suoi più autorevoli membri, Christopher Tuckwood, ha di recente compiuto una ricerca sui segnali che giungono da quel Paese in tale direzione.

È noto che sin dalla metà del XIX secolo, periodo di inizio di questa nuova religione, i membri della comunità bahá’í iraniana hanno subito periodiche e violente persecuzioni, ma è dal 1979 che i loro diritti umani sono stati sistematicamente violati.

Anche se non è facile determinare se il regime in Iran stia realmente programmando il genocidio della minoranza bahá’í (circa 300.000 persone), tuttavia esistono indizi, fatti e documenti per sottolineare la necessità di prevenire che ciò accada. Alcuni documenti di Stato pubblicati nel 1993 mettono in evidenza che il governo iraniano vuole bloccare il progresso e lo sviluppo della comunità bahá’í. Ai giovani bahá’í deve essere impedito di frequentare l’Università, mentre tutte le attività religiose della comunità devono essere messe al bando. Durante la presidenza di Hashemi Rafsanjani un documento tenuto segreto prevedeva «la distruzione delle loro [dei bahá’í] radici culturali all’estero». Sulla fine del 2005 un ordine diramato dall’esercito iraniano alla polizia, ai servizi segreti e alle Guardie rivoluzionarie intimava l’identificazione di tutti i bahá’í. Inoltre, enormi pressioni sono esercitate perché essi rinneghino la loro fede e si convertano all’Islam.

Lo studio compiuto da Tuckwood mette in luce le evidenti somiglianze tra tali persecuzioni e i tristemente famosi genocidi della storia.

1.  I membri della Fede bahá’í non sono classificati come una minoranza religiosa e quindi non hanno diritti né ricevono alcuna protezione dallo Stato.

2.  La maggioranza della popolazione iraniana non ha esperienza personale di chi siano veramente i bahá’í ed è di conseguenza totalmente influenzata dalla propaganda del regime.

3.  Questa medesima propaganda sta ottenendo un certo impatto per distorcere la realtà religiosa dei bahá’í: essi vengono dipinti come eretici, in quanto credono nella venuta di un Profeta dopo Muhammad. Inoltre, essi vengono accusati di lavorare per potenze straniere come gli Stati Uniti e Israele. Vengono inoltre ingiuriati con termini come «prostitute», «incestuosi», «luridi». Afferma a ragione Tuckwood che è facile arrivare a perpetrare omicidi nei riguardi dei membri di una comunità dopo che essi siano stati così pesantemente «disumanizzati».

4.  Lo Stato iraniano dispone di strumenti che rendono possibile un genocidio: l’esercito convenzionale, le Guardie rivoluzionarie, la polizia, la milizia Basij e gli Ansare Hezbollah sono in grado di mettere in atto azioni violente contro i bahá’í. Anzi, ciò sta già avvenendo: case ed edifici di proprietà dei bahá’í vengono incendiati, i loro cimiteri distrutti e singoli individui arbitrariamente arrestati.

5.  Lo scopo del governo iraniano è di isolare i bahá’í dal resto della società. Ogni cittadino iraniano che si azzardi a chiedere un eguale trattamento per i musulmani e i bahá’í viene automaticamente accusato di collaborare con le potenze straniere!

Lo studio del Sentinel Project prosegue affermando che la situazione della sicurezza dei bahá’í può deteriorarsi per le seguenti circostanze:

  • Un peggioramento della situazione economica nel Paese potrebbe condurre i disoccupati a farsi reclutare nella milizia Basij e a sviluppare un’ostilità ancor maggiore verso i bahá’í.
  • Se le forze conservatrici radicali acquisteranno ancor maggior potere, saranno tentate di usarlo per sopprimere le minoranze religiose, in modo particolare quella dei bahá’í.
  • I governanti, visto il fallimento dei loro tentativi di «convertire» i bahá’í all’Islam, potrebbero cercare una soluzione finale nell’eliminazione fisica della comunità bahá’í.
  • Se le pressioni dall’esterno dovessero intensificarsi, il regime potrebbe approfittare per eliminare quelli che considera i suoi nemici interni. Una possibilità del genere potrebbe facilmente verificarsi se, per esempio, gli Stati Uniti progettassero un attacco militare all’Iran. In effetti, i bahá’í sono, a torto, considerati la quinta colonna degli USA.
  • Una situazione interna instabile e movimenti di protesta, sia da parte di oppositori del regime sia da parte di minoranze etniche, potrebbero aumentare i pericoli di più violente persecuzioni contro i bahá’í.

La ricerca di Tuckwood si conclude affermando che «anche se non vi sono immediati propositi da parte del regime di distruggere la Fede bahá’í, tuttavia l’intenzione è chiara e potrebbero essere presi ulteriori passi in questa direzione. La comunità bahá’í iraniana è povera, senza leaders e senza protezione legale. Come conseguenza, il regime iraniano ha già approntato strumenti e mezzi per realizzare un atto di genocidio a danno della comunità bahá’í in Iran, se venisse dato l’ordine politico».

Gordon Brown incontra i Baha’i

18 luglio, 2009

Il Primo Ministro britannico Gordon Brown ha incontrato una rappresentanza Baha’i per sottolineare la preoccupazione del suo governo riguardo i sette amici Baha’i attualmente imprigionati in Iran.

Il resoconto relaziona in dettaglio l’incontro del Primo Ministro Gordon Brown con i tre rappresentanti della comunità baha’i del Regno Unito.

Questo primo incontro fra un primo ministro britannico e rappresentanti della comunità baha’i, fin dalla sua nascita in Gran Bretagna nel 1898, dimostra l’attenzione delle autorità britanniche alla situazione dei 7 baha’i incarcerati dal governo in Iran in violazione dei basilari diritti umani.

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Rinviato il processo dei sette baha’i in Iran

12 luglio, 2009

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Iran Press Watch è in grado di confermare che il processo degli ex-Yárán è stato rinviato.

Le famiglie dei sette ex dirigenti della comunità iraniana bahá’í imprigionati sono state informate del rinvio.

Ieri (venerdì 10 luglio 2009) fonti aggiornate sulla situazione hanno informato Iran Press Watch di un possibile rinvio del processo di due giorni, ma sembra ora che il processo possa essere rinviato a tempi più lontani.

Alle famiglie non è stata comunicata alcuna data.

Torino difende i baha’i in Iran

12 luglio, 2009

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CITTÀ DI TORINO

ORDINE DEL GIORNO

Approvato dal Consiglio Comunale in data 20 aprile 2009

OGGETTO:   VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN IRAN E PERSECUZIONE DELLA COMUNITA’ BAHA’I.

       “Il Consiglio Comunale di Torino, 

 PREMESSO CHE

  •  la comunità internazionale  ha più volte denunciato che il regime iraniano viola i più elementari principi previsti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalle altre convenzioni internazionali sui diritti civili, di cui l’Iran è firmatario;
  • particolare preoccupazione si esprime per la libertà femminile e per la violazione dei diritti delle donne, nonché per la repressione e la coercizione con cui vengono perseguiti i comportamenti ritenuti difformi;
  • ogni forma di dissenso politico o religioso viene perseguita con gravi violazioni dei diritti di libera espressione e repressa pesantemente, impedendo alle minoranze qualsiasi possibilità di civile e pacifica rappresentazione e ponendo in essere persecuzione e emarginazione;

 CONSIDERANDO SPECIFICATAMENTE CHE

  • il 14 gennaio 2009 l’autorità iraniana ha arrestato sette esponenti della minoranza religiosa bahà’i, arresti che si aggiungono a molti altri, con l'”accusa” di professare la propria fede;
  • il Governo iraniano ha autorizzato l’irruzione nella casa di famiglie bahà’i per arrestarne i membri e/o confiscarne i beni, le fotografie, i libri e i computer;
  • a Shiraz, è stata pubblicata una sconcertante lista di 31 pagine contenente i nominativi di bahà’i, le loro professioni e i loro indirizzi di residenza e di lavoro;
  • gli studenti bahà’i vengono banditi da tutte le istituzioni di studi superiori;
  • vengono fatte campagne medianiche contro questa minoranza religiosa attraverso seminari e simposi pubblici sponsorizzati dal Governo iraniano che punisce anche chi ne difende i diritti come il premio Nobel iraniano, Shirin Ebadi;
  • la persecuzione della minoranza bahà’i avviene anche attraverso il licenziamento dei membri che lavorano presso la pubblica amministrazione, la confisca delle abitazioni e delle attività commerciali, nonché attraverso attacchi e profanazioni dei cimiteri della comunità in diverse località dell’Iran;

RICHIAMANDO

 importanti atti formali internazionali, quali la mozione approvata il 30 marzo 2009 dal Parlamento del Canada;

 AUSPICANDO

che il nuovo corso internazionale perseguito dal neo-presidente americano Barack Obama per il ripristino dei rispetti dei diritti in Iran e per il superamento delle gravi questioni che in questi anni hanno portato il governo iraniano ad assumere posizioni fortemente in contrasto con quanto richiesto dall’ONU, mettendo a repentaglio la sicurezza e l’ordine nazionale e internazionale;

INVITA

 gli organismi competenti locali, nazionali ed europei ad esprimere solidarietà nei confronti delle minoranze come la comunità dei bahà’i, dei prigionieri trattenuti per reati di opinione e di tutte le persone che vedono calpestati i loro diritti e la loro dignità, chiedendo al Governo iraniano di porre fine a queste violazioni, intraprendendo la strada proposta dallo stesso Presidente Obama;

INOLTRE INVITA

il Parlamento italiano a costituire un gruppo di osservazione italo-iraniano per il monitoraggio e l’elaborazione di proposte per la promozione del rispetto dei diritti umani e della libertà femminile in Iran.”