In tutto il mondo si commemora il martirio del Báb

redazionale bahai.it

In occasione della commemorazione del martirio del Bab, è apparso un interessante editoriale su questo tema. Il 9 luglio la comunità mondiale bahá’í sparsa sull’intero pianeta commemorerà una delle date più importanti del suo calendario: il martirio del Báb. Evento tragico e glorioso insieme, che poneva fine alla vicenda terrena del Precursore-Profeta di Bahá’u’lláh, esso ebbe luogo nella città persiana di Tabriz, al mezzodì del 9 luglio 1850.

Dopo aver tentato in tutti i modi di denigrarLo, umiliarLo e deriderLo, il clero sciita, in combutta con le autorità governative, non trovò altra via per farLo tacere che comminarGli la morte, come già era successo duemila anni prima al Messia atteso dal popolo ebraico, disconosciuto e morto su una croce romana. È atroce che i corpi più santi che la natura abbia prodotto vengano martoriati dai loro contemporanei in modi così barbari!

Rileggiamo l’ammirato commento che un occidentale, A. L. M. Nicolas, interprete presso l’ambasciata francese a Teheran verso la metà del secolo XIX, scrisse sul tragico evento: «Gesù Cristo è morto volontariamente, perché doveva morire e compiere le profezie. È la stessa cosa per il Báb, che volle così dare una prova evidente delle sue parole. È uno dei più magnifici esempi di coraggio che l’umanità abbia mai veduto ed è anche una prova dell’amore che il nostro eroe portava ai suoi simili. Egli ha sigillato con il sangue il patto della fratellanza universale e, come Gesù, ha pagato con la vita l’annuncio del regno della concordia, della giustizia e dell’amore per il prossimo».

Questa meravigliosa figura, che accese, a metà del 1800 e oltre, l’immaginazione e l’ammirazione di innumerevoli personalità in varie parti del mondo (persino lo Zar di Russia se ne interessò!), era al contempo un Messaggero di Dio e la Porta all’avvento di «Colui che Dio manifesterà»: un evento straordinario ed unico nella storia delle religioni del mondo.

In questa importante solennità del calendario bahá’í, i credenti della nostra comunità che vorranno astenersi dal lavoro, secondo il chiaro consiglio del Custode, potranno farlo, perché la legge italiana obbliga i datori di lavoro a concedere loro una giornata di ferie.

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