Iran: pena capitale per gli apostati verso l’approvazione del Parlamento

Un articolo apparso su Agenzia Radicale evidenzia la preoccupante approvazione in Iran delle pena capitale per gli apostati.

Nel 1979 l’ayatollah Khomeini concesse a tutti i religiosi stranieri non musulmani un mese di tempo per lasciare l’Iran. Da allora nel paese la messa a morte dei non musulmani e dei convertiti è stato un fenomeno frequente anche se lasciato alla discrezione del giudice e non imposto dalla legge. In particolare i bahai, appartenenti alla più grande minoranza religiosa iraniana che conta più di 300.000 fedeli, hanno subito violente persecuzioni con 200 giustiziati, centinaia di arrestati e altre migliaia privati dei diritti più elementari, basti pensare che i giovani non possono iscriversi all’università se non si dichiarano islamici.

È di questi giorni la notizia che la settimana scorsa il parlamento iraniano ha approvato, con 196 voti a favore, 7 contrari e due astensioni, un disegno di legge del quale si parlava da mesi: la condanna alla pena capitale di chi incoraggi la prostituzione e la corruzione, di chi instauri weblogs e siti informatici ed inoltre degli apostati cioè di tutti coloro che scelgano di abbandonare l’islam per un’altra religione, in particolare cristiana, zoroastriana o bahai che nel paese sono le più diffuse.

L’Unione Europea aveva chiesto a Teheran di abbandonare il progetto di legge ma non è stata ascoltata. Il testo verrà inviato alla commissione legislativa per gli eventuali emendamenti e poi rimandato al parlamento per l’approvazione definitiva.

La nuova legge iraniana individua due tipi di apostasia. Nell’apostasia innata il condannato ha genitori musulmani e abbandona la fede d’origine da adulto,nell’apostasia parentale ha genitori di altra religione, si è convertito alla religione musulmana e poi l’ha abbandonata. Nel primo caso la condanna è immediatamente eseguita ( art.225-227), nel secondo caso il condannato ha tre giorni di tempo per ascoltare buoni consigli e per tornare sulla retta via e viene giustiziato soltanto se non lo fa. ( art. 225-228).

Nel frattempo l’organizzazione internazionale CSW (Cristian Solidarity Worldwide) da notizia di due iraniani, Mahmoud Mohammad Matin Azad di 53 anni e Arash Ahmad Ali Basirat di 40 anni, arrestati il 15 maggio scorso, accusati di apostasia dalla pubblica Corte Rivoluzionaria di Shiraz e in attesa del verdetto. L’Iran non è l’unico paese musulmano dove gli apostati vengono perseguitati accade lo stesso in Arabia Saudita, Pakistan, Muritania e Sudan. Da notare l’esemplare sprezzo del ridicolo del presidente iraniano Ahmadinejad che presenta l’Iran come un paese nel quale tutte “le minoranze religiose godono di uguali diritti”.

ANNA ROLLI

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