Arrestati sette esponenti baha’i

Esponenti della comunità Bahài agli arresti in Iran. Nuovo giro di vite contro questa corrente religiosa dell’Islam che ha la propria sede più importante nella città israeliana di Haifa. Sette esponenti Bahài sono stati accusati di avere agito «contro gli interessi del Paese» in complicità con Israele. Si tratta di cinque uomini e due donne, arrestati recentemente. Ieri un portavoce della comunità di Bahài in Israele ha detto di temere che «le loro vite possano essere in pericolo». «Queste persone non sono state arrestate per la loro fede, sempre che ne abbiano una – ha detto il governo iraniano – ma per questioni relative alla sicurezza».

Secondo il portavoce, essi facevano parte di «un gruppo organizzato che agiva contro gli interessi del Paese e aveva legami con stranieri, specialmente sionisti». La vicenda ricorda quella di dieci ebrei iraniani di Shiraz, nel sud del Paese, condannati nel 2000 a pene varianti fra i nove e i due anni di reclusione per «collaborazione con uno Stato nemico».

Ma i Bahài, a differenza degli ebrei, non sono tollerati in Iran, in quanto considerati apostati per il fatto di propugnare una riforma dell’Islam. Essi sono seguaci di Hussein Ali, detto Baha’u’llah (Splendore di Dio), vissuto nel XIX secolo, propugnatore di una religione con forti venature di tolleranza, pacifismo e riconoscimento dei diritti delle donne, che tra l’altro rifiuta la poligamia.

E anche nel Veneto esiste una piccola comunità di fedeli. «Attualmente – spiega Fabio Biliotti, (nella foto)presidente dell’Assemblea spirituale Bahài di Venezia – nella nostra regione vivono circa 150 osservanti che si riuniscono nelle proprie case per la preghiera. Si tratta di persone di varie nazionalità, oltre a parecchi italiani». L’episodio iraniano riempie di tristezza anche la comunità italiana. «Siamo molto impressionati per quello che sta accadendo ai nostri fratelli – spiega Biliotti – anche perchè ci rendiamo conto della delicata situazione in cui vivono i Bahài nella Repubblica islamica dell’Iran. Non è la prima volta che Teheran arresta dei nostri correligionari che operano lì in maniera eroica».

Biliotti come il resto della comunità Bahài nel mondo si affida alle istituzioni religiose perchè i sette arrestati vengano liberati. «Siamo di fronte, evidentemente, ad un attacco in grande stile – aggiunge – verso dei fedeli, verso degli esseri umani. Ed è ovviamente anche una pura strumentalizzazione politica. Come Bahài abbiamo l’obbligo di non schierarci con nessuna parte politica, ma di vivere nella fede e di dedicarci ad essa. Lo scopo dei Bahài è quello di unire il genere umano e non di dividerlo, proclamando ad alta voce che siamo un unico popolo pur appartenendo a fedi diverse».

Paolo Navarro Dina (21-05-2008)

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Una Risposta to “Arrestati sette esponenti baha’i”

  1. IRAN: NOBEL EBADI, CRITICHE STAMPA CONTRO MIA FIGLIA SONO DIFFAMATORIE « La Fede Baha’i in Italia Says:

    […] convinta che le accuse hanno a che fare con la propria decisione di difendere i diritti di sette credenti Bahai accusati da Teheran di aver avuto dei contatti con Israele, l’acerrimo nemico dichiarato del […]

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