Una testimonianza di rispetto e dialogo

“Una feluca sul Tevere” di Laila Moustafa Piarulli
UNA TESTIMONIANZA DI RISPETTO E DIALOGO
La presentazione del volume nella città del barocco.

L’evento è stato organizzato dal Caffè Letterario Mimose e dalle edizioni L’officina delle parole (attraverso le quali è stato pubblicato il volume) nel quadro del programma culturale “Itinerario Rosa 2008”: creato – da qualche anno a questa parte – dal Comune di Lecce, per dare risalto ad alcune, interessanti, esperienze al femminile.

Il volume raccoglie – ricordiamo – gli episodi più significativi della vita dell’autrice.

Per Pompea Vergaro – curatrice della pubblicazione – le pagine del libro “sono intrise di profonda religiosità, dialogo, impegno sociale, senso dell’accoglienza” che costituiscono le fondamenta della vita di Laila Moustafa Piarulli quando – ancora molto giovane – fece un viaggio dall’Egitto in Italia, per non fare più ritorno nel suo Paese. Nell’elogiare le qualità del libro, la pedagogista Elisabetta Hopasic si è detta affascinata dal pensiero Bahá’í che le da’ l’idea di una realtà nuova, in movimento.

La giornalista Pamela Serafino – a margine della presentazione del libro “LAILA Una Feluca sul Tevere” – ha illustrato ai presenti – circa una settantina di persone – la storia di Tahiríh: della poetessa persiana, della prima metà dell’Ottocento, martire dell’emancipazione femminile nel suo Paese, ma anche protagonista di primo piano della storia Babí.

Interessante la testimonianza resa da Laila Moustafa Piarulli che – in maniera molto spontanea e autentica – ha raccontato alcuni episodi della sua vita aiutata, in questo impegno, dalla presenza affettiva e spirituale dei suoi familiari più lontani (che sentiva idealmente affianco a se) e dalla partecipazione attiva di alcuni componenti della sua famiglia. Il marito, il signor Mario Piarulli, ha letto uno degli aneddoti contenuto nel libro. Lo stesso ha fatto anche il figlio, Nabil Piarulli, il quale ha anche letto una lettera – del gennaio del 1953 – del padre di Laila, Muhammad Moustafa (allora segretario dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í dell’Egitto e del Sudan) indirizzata alla prima Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d’Italia e Svizzera.

Per questa felice combinazione di apporti attivi si è creata, in sala, una forte partecipazione emotiva: cui hanno contribuito molti amici fa sapere, con grande rispetto, Laila Moustafa Piarulli (andando al di là dello stretto, e freddo, resoconto di cronaca). Ed in particolare, la protagonista della serata, tiene a ricordare (e noi svolgiamo interamente il suo desiderio): Fedele Depalma che ha eseguito al liuto delle musiche orientali; Vincenzo Carrisi che è stato l’addetto alla consolle, per la proiezione di un power point (con immagini delle vecchie feluche sul Nilo e del territorio, e dei personaggi, della Persia antica); Marcello Bolsi, Maria Madik e Yasmine Sperling che hanno “fermato”, in tanti scatti fotografici, i momenti più salienti della serata; Maria Potenza che ha curato le vendite in sala del volume, distribuendo una trentina di copie. La stessa Laila Moustafa Piarulli tiene, inoltre, ad esaltare il ricordo di questa serata, rammentando alcuni degli amici (tutti è impossibile) che le hanno offerto un forte contributo emotivo: Paola Cusumano Bolsi (membro del Consiglio Ausiliare); Giorgio Bravi (venuto, per l’occasione, da Perugia, insieme con il suocero) e Maria, Sandra e Francesca Elizabetti di Lecce. 

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