Naw-Ruz: i Bahá’í festeggiano il nuovo anno

calendario baha’i

Professano l’unicità di Dio e la progressività delle Manifestazioni divine; propugnano la nascita di un Commonwealth delle nazioni e di un Governo unico Mondiale. Sono rappresentati alle Nazioni Unite, tra le Organizzazioni Non Governative; lavorano insieme alla FAO, all’UNICEF e all’ECOSOC per il pieno soddisfacimento dei diritti umani in tutto il mondo. Sono i Bahá’í presenti in tutta Italia con numerose comunità locali e con una Assemblea Spirituale Nazionale, riconosciuta con la personalità giuridica di Fondazione sin dal novembre del 1966.Essi riconoscono Bahá’u’lláh (1817-1892) come il Messaggero di Dio per quest’epoca: venuto per adempiere le profezie religiose del passato, che annunciavano – in un tempo ben prestabilito della storia – il ritorno sul pianeta, in spirito di verità e giustizia, di ciascuna delle Manifestazione di Dio apparse nel mondo.

Scopo di tale riapparizione del Verbo di Dio nel mondo doveva essere il completamento, in una medesima Fede universale, degli insegnamenti, dei comandamenti e delle esortazioni contenute in tutte le Scritture Sacre del passato come ad esempio i Vangeli, la Toráh, il Qurán, le Upanishad e la Bagvad-gita.

Per dare il senso pieno e profondo dell’innovazione di cui è latore questo Messaggio religioso, la Fede Bahá’í ha introdotto, attraverso il Suo divino Rivelatore – a partire dalla seconda metà dell’Ottocento – numerosi principi sociali e spirituali come ad esempio: l’armonia tra la scienza e la religione, la parità assoluta tra uomo e donna e la ricerca libera ed indipendente della verità.

Tra queste innovazioni rientra anche un nuovo calendario composto di diciannove mesi, di diciannove giorni, cui si aggiungono (di volta in volta, a seconda se l’anno è bisestile o meno) quattro o cinque giorni, definiti “giorni intercalari”.

Il 21 di marzo, i Bahá’í festeggiano il nuovo anno, che essi chiamano Naw-Ruz e che segue ad un breve periodo di digiuno e di preghiera, di diciannove giorni, dall’alba al tramonto. In questo periodo i Bahá’í continuano, in ogni caso, nelle loro attività quotidiane considerando il lavoro come un’autentica forma di culto, reso a Dio.

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