La Città delle Rose di Dalia Sofer pubblicato da Edizioni Piemme

“LA CITTÀ DELLE ROSE” (EDIZIONI PIEMME) DI DALIA SOFER

TRA I CENTO LIBRI PIÙ SIGNIFICATIVI DEL 2007 – SELEZIONATI DAL “NEW YORK TIMES” –  C’È “LA CITTÀ DELLE ROSE” (EDIZIONI PIEMME) DI DALIA SOFER.

Recensione 

Isaac Amin è in carcere, accusato di spionaggio perché ebreo nell’Iran che ha improvvisamente fatto del regime islamico la sua bandiera. Ai compagni di prigionia giunge notizia dell’esecuzione sommaria dei loro familiari. Anche Isaac, in un certo senso, ha perso i suoi cari: poiché gli è negato ogni contatto con l’esterno, può solo amarli da lontano e augurare a loro – Farnaz, Parviz, Shirin – una vita felice.

Farnaz cerca invano informazioni sul marito e ripensa all’ultima sera trascorsa insieme, sprecata nell’ennesima discussione sulle condizioni allarmanti del Paese. Non trova consolazione nei tanti oggetti cari che la circondano, ricordi di una normalità ormai perduta e, ora, testimoni indifferenti del suo dolore.

A un oceano di distanza, in America, Parviz affida a un amore impossibile la speranza di ritrovare le sue radici e le preghiere per la salvezza del padre. Shirin ha nove anni, non ama i maghi e i loro trucchi. A casa sono scomparsi l’anello con lo zaffiro, la teiera d’argento e il suo papà. Un giorno, mentre gioca a casa della sua amica Leila, scopre dei dossier in fondo a un armadio. Il padre di Leila lavora per i Guardiani della rivoluzione e in quei fascicoli sono schedati gli uomini destinati a sparire. Così, Shirin comincia a rubarli, sperando di risparmiare a quegli sconosciuti l’incantesimo toccato a suo padre.

La storia poetica e struggente di una famiglia iraniana nel periodo immediatamente successivo alla Rivoluzione khomeinista. Quattro vite spezzate dalla follia della Storia che cercano disperatamente di riallacciarsi, aggrappandosi all’amore che le lega.

A pagina 13 sono citati i Bahá’í:

“Potrebbe essere un ebreo, come Isaac, o peggio, uno degli adepti della fede Bahá’í, secondo i quali tutta l’umanità è un’unica razza ed esiste una sola religione, perché Dio è comune a tutti.”

Chi è Dalia Sofer

Nata in Iran, è fuggita con la famiglia negli Stati Uniti all’età di dieci anni, nel 1982. Vive tuttora a New York, dove ha conseguito un Master in scrittura creativa.
La città delle rose è il suo primo romanzo ed è stato selezionato dal «New York Times» tra i “Cento libri più significativi del 2007”.
Per quanto la storia e i personaggi siano frutto della sua fantasia, l’opera si ispira alle emozioni provate in prima persona dall’autrice. «Credo che scrivere sia stata una necessità» spiega Dalia. «La nostra partenza è stata così repentina che sento ancora un vuoto nel cuore. Ma questo libro mi ha aiutata in qualche modo a colmarlo.»

Recensione del libro e biografia su: http://www.edizpiemme.it/static/sofer/index.html

Intervista all’autrice su: http://fuoridalghetto.blogosfere.it/2007/09/intervista-a-dalia-sofer.html

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