GIORNATA DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA, DI RELIGIONE E DI PENSIERO

CESNUR Center for Studies on New Religions 

Per non dimenticare che tutte le espressioni religiose hanno pari dignità.

GIORNATA DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA, DI RELIGIONE E DI PENSIERO

Il 17 febbraio d’ogni anno, una commemorazione speciale, nel segno dell’unità.

Il 20 febbraio del 2008 è stata avanzata la proposta di istituire, in Italia, una “Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”.

Tale suggerimento è stato fatto nel corso del convegno “La libertà religiosa alla luce dell’articolo 8 della Costituzione” che è stato promosso dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) e dall’Associazione internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR).

“Noi, come bahá’í – fa sapere il responsabile del Dipartimento Relazioni Esterne dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d’Italia, Guido Morisco – siamo stati invitati a partecipare e ne abbiamo condiviso lo spirito”. Il promotore di questa iniziativa è stato Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che come ricorda sempre Guido Morisco “è un determinato sostenitore della Fede Bahá’í e sta dando una grande mano alla Comunità nazionale per ottenere l’«Intesa» con lo Stato italiano”.

La prima proposta di istituire una “Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero” è stata fatta il 28 ottobre del 2006, a Torino, presso l’Unione industriale, in occasione del convegno organizzato dall’Associazione evangelica “Più dell’oro”, dal titolo “Religioni e libertà: quale rapporto?”

Nelle intenzioni dei suoi promotori, la “Giornata” in questione sarà analoga alla Giornata della memoria.

La data individuata per questa ricorrenza è quella del 17 di febbraio: giorno in cui ricorre l’anniversario della promulgazione delle cosiddette Lettere patenti, del re Carlo Alberto di Savoia, con il conseguente riconoscimento dei diritti civili dei Valdesi e subito dopo gli Ebrei.

Con la Legge delle guarentigie, del 1871, lo Stato regio italiano espresse la piena libertà di discussione sulle materie religiose avviando, di fatto, un processo che nei primi anni del Novecento portò al superamento della distinzione fra religione di Stato e culti tollerati, con il conseguente, pieno, riconoscimento, di fronte alla legge, dell’uguaglianza di tutti i credi religiosi.

Si fece, poi, marcia indietro durante il Fascismo: innanzitutto nel 1929, con la legge intitolata «Disposizioni sui culti ammessi nello Stato» poi integrata da altri provvedimenti nell’anno successivo; provvedimenti questi che ancora oggi regolano i rapporti tra lo Stato italiano e le confessioni, diverse da quella Cattolica, che non abbiano stipulato una «Intesa».

Tra il 1984 al 1995 sono state firmate le «Intese» con la Tavola Valdese, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle chiese cristiane avventiste del settimo giorno, l’Unione delle comunità ebraiche in Italia, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia e la Chiesa evangelica luterana in Italia.

Nell’aprile del 2007 il presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi ha firmato sia la modifica della «Intesa» con la Chiesa Evangelica e Metodista e con la Chiesa Avventista, sia la «Intesa» (ex novo) con sei altre confessioni religiose: la Chiesa apostolica, la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova, la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia, l’Unione induista italiana e l’Unione buddista italiana. Tali «Intese» sono però rimaste una mera intenzione, giacché non sono state ratificate dal Parlamento.

Da oltre dieci anni il Senato e la Camera dei Deputati non riescono ad approvare una legge sulla libertà religiosa, nonostante rimanga del tutto disatteso l’articolo 8 della Costituzione italiana che afferma che «tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, purché non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano».

La legislatura che si è da poco conclusa ha discusso (come pure avvenne nel 2001, su proposta dell’onorevole Valdo Spini) in Commissione Affari Costituzionali, il testo di legge che porta il nome del suo primo firmatario Domenico Maselli ed è arrivata alla definizione di un testo base. Dopo la presentazione, però. di circa mille emendamenti, se n’è sospesa la discussione. E non se n’è fatto nulla, anche in considerazione dell’intervenuto scioglimento del Parlamento.

vedi http://www.cesnur.org/testi/maselli.htm

vedi http://www.confronti.net/SERVIZI/liberta-religiosa-ugualmente-libere-di-fronte-alla-legge-quasi

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