E’ esperienza comune la difficoltà di avere buone relazioni interpersonali dovuta all’incomprensione reciproca, al bisogno di essere ascoltati, ma nello stesso tempo alla scarsa predisposizione ad ascoltare gli altri.
Questo fenomeno avviene a tutti i livelli sociali, ma è ancora maggiore oggi la necessità di limitarlo in quanto la globalizzazione porta all’incontroscontro di culture assai diverse tra loro, che talvolta possono trasformare l’incomprensione in aggressione vera e propria.
Il Progetto “La Decima Musa – l’arte di ascoltare e mondi possibili” portato avanti dall’associazione Bahai, si pone come obbiettivo quello di migliorare non la comprensione degli altri, ma le capacità di ognuno di noi di ascoltare e quindi di conmprendere. “Non è certo la stessa cosa – ci dice la coordinatrice dell’associazione Maria Porrini – affinare degli strumenti non significa raggiungere un traguardo, ma preparare i mezzi per raggiungerlo.
Il Principio fondamentale bahà’ì che viene applicato è l’importanza dell’educazione della persona in ogni fase della sua vita alla ricerca della verità e all’ accettazione del diverso. Partendo da questo principio noi vogliamo potenziare le nostre capacità di ricerca della verità e di accettazione del diverso. Saper ascoltare stimola una libera ricerca della verità e quindi migliora l’educazione spirituale dell’essere umano.
Questo ci permette di superare ogni pregiudizio di razza, di classe, di religione e di sesso. Ci permette di ampliare la nostra cultura interreligiosa e di essere educati alla mondialità, in modo che sia più facile promuovere l’unità della razza umana. Il saper ascoltare, e quindi la consultazione deve essere la nostra metodologia usuale per risolvere i conflitti”
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