
Ai sette bahá’í che sono stati arrestati di recente in Iran è stato consentito di fare una breve telefonata alle loro famiglie.
Sei di loro erano stati rinchiusi in carcere il 14 maggio, a Teheran. Il settimo era stato, invece, arrestato nel mese di marzo, nella città di Mashhad.
La Bahá’í International Community ha ricevuto rassicurazioni che il 3 giugno, le signore Mahvash Sabet e Fariba Kamalabadi sono state autorizzate a fare delle brevi telefonate alle loro famiglie. Contestualmente è stato consentito di fare lo stesso anche a: Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm.
Oltre ai sette membri del gruppo “Amici in Iran”, altri 15 bahá’í sono attualmente detenuti nel Paese mediorientale: alcuni di questi credenti sono stati posti in isolamento e la maggior di loro non hanno ricevuto, fino a questo momento, alcun capo d’imputazione.
Tag: bahai arrestati, comunicano, famiglie
11 Ottobre, 2008 alle 10:13 pm |
[...] Nobel Women’s Initiative recita: Apprendiamo con ansietà la notizia dell’arresto di sei eminenti Bahá’í avvenuto in Iran il 14 maggio 2008. Rileviamo che Mrs.Fariba Kamalabadi, Mr. Jamaloddin Khanjani, Mr. Afif Naeimi. Mr. Saeid Rezaie, [...]